Galleggiando – Getting by

Tra la luna dei sogni e l’abisso del presente

Pubblicazione di racconti.

 

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Dopo molti anni trascorsi in continui cambi di rotta casuali, qualche mese fa il Goth ha finalmente raggiunto la distanza sufficiente dalla Terra per influenzare gli eventi del corso umano con la sua energia trans dimensionale. In particolare per offrire ai Gothìasi come me, che da idioti hanno scelto la pausa caffè sul pianeta terra, di riappropriarsi della propria natura e organizzare il ritorno.

 

Sto facendo una vera e propria colletta in stile anni ’70 per superare l’immenso ostacolo della morte di massa dei ‘Coraggiosi Editori’ e riprendere le stampe dopo ben 38 anni.
Vorrei cominciare a pubblicare stampandomi in proprio il materiale, giacché, pare, mi è stata offerta una modesta ma competente distribuzione.

*Naturalmente la raccolta su fiducia si può chiamare anche crowdfounding.

In seguiro linki e dettagli.

 

Pubblicazione di racconti tra l’abisso e la luna.

MUTAMAREE

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Purché non sia una disperata fuga dalla noia, ogni cambiamento è meraviglioso.
Mutare è bello. Quantomeno salutare, specialmente nella stagione meno adatta ai cambiamenti.
D’altro canto non esiste stagione inadatta a qualsivoglia cambiamento, laddove la stagione, così com’è stata concepita in termini semantici e fisici, e forse dovrei dire anche scientifici, è impregnata di impermanenza. 

Stagione significa “Intervallo, periodo di transizione tra differenti condizioni climatiche generali”.
Ma sia in letteratura che in filosofia significa molto di più, sebbene potrebbe significare molto di meno, perchè il mutamento non ha un solo milionesimo di secondo nel quale sia simile al milionesimo di secondo che lo segue.
Il mutamento è l’impermanenza cosmica. L’impermanenza riguarda ogni cosa dell’esistente e del percepibile,  e riguarda ogni cosa dell’inesistente e dell’impercepibile.
In effetti, io che sono un mutante…. come tale non posso descrivermi con la più completa onestà oltre questo singolo milionesimo di secondo. Ciò che ero al primo rigo di questo scritto non lo ero più alla prima virgola, e lo sono ancora meno adesso fino al punto. Ecco il punto.
Potrei dire che dal momento che ho iniziato a scrivere per non pensare a lei, è rimasto immutato il desiderio, sebbene sia più grande e continuerà a crescere, è immutato nella sostanza.
E Lei è più che mai permanente nei miei pensieri. Ma qualcosa cambia.
Sono lei, così com’ero io, e, tuttavia, non sarò nessuno dei due essendo entrambi. Forse. E’ tutto connesso all’impermanenza di un ‘Sì’

Forse, mia cara, è un modo un po’ contorto di dirti che ti amo.
Ma dichiararti il mio amore senza poterti baciare, con la prepotente certezza che vi sia una eco esaltante,  è molto più contorto.

 
Nik protozoicamente costante